Abitare il “Tra”: all’Istituto Comprensivo Enrico Medi la pace si costruisce nell’incontro

SETTIMANA DELL’INTERCULTURA – L’Istituto Comprensivo “Enrico Medi” di Porto Recanati sceglie di abitare il “Tra” per costruire orizzonti di dialogo.

Ci sono parole che custodiscono significati profondi. Intercultura è una di queste: significa letteralmente “tra le culture”. Ed è proprio in quel “tra” che si apre uno spazio essenziale, un luogo di ascolto, di relazione e di costruzione, dove può finalmente germogliare la pace.

In un’epoca in cui le differenze rischiano di trasformarsi in barriere, educare all’intercultura rappresenta una scelta civile e pedagogica di grande valore: significa abitare il confine non come limite, ma come possibilità di incontro. La pace, infatti, pur nascendo nell’intimità di ciascuno, assume forma concreta solo quando trova spazio tra le persone, attraverso l’esercizio quotidiano del rispetto, dell’ascolto e del riconoscimento reciproco.

Per testimoniare questo impegno, l’Istituto ha allestito negli spazi esterni della scuola una mostra dedicata alla pace. L’accostamento di simboli universali, come aquiloni, colombe e colibrì, a bandiere che oggi evocano scenari di conflitto, non è un gesto ingenuo, ma un messaggio educativo forte e significativo. Vuol dire scegliere di non rassegnarsi, continuando ad auspicare l’incontro anche là dove il presente sembra negarlo. Schierarsi per la pace significa educare a riconoscere in ogni alterità un’occasione di crescita.

Il percorso di riflessione culminerà nella mattinata di venerdì 10 aprile, quando, alle ore 11.00, gli studenti daranno vita a un flash mob che coinvolgerà coralmente tutto l’Istituto.

Cuore dell’evento sarà l’esecuzione dell’Inno della Pace, un’opera originale scritta interamente dagli alunni della scuola secondaria di primo grado. Non sarà soltanto un momento musicale, ma un autentico atto collettivo: un modo per dare voce a quel “terreno fertile” in cui i nostri ragazzi hanno scelto di spargere i loro piccoli, ma tenaci, semi di speranza.

Abitare il “Tra” significa riconoscerlo come un luogo fragile ma necessario, e avere il coraggio di iniziare proprio da lì a costruire.