{"id":389,"date":"2023-12-05T18:45:17","date_gmt":"2023-12-05T17:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/?p=389"},"modified":"2023-12-05T18:45:17","modified_gmt":"2023-12-05T17:45:17","slug":"ricordando-chernobyl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/ricordando-chernobyl\/","title":{"rendered":"Ricordando Chernobyl"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino al 1986 Chernobyl era una cittadina ucraina come tante, distante poco pi\u00f9 di 100 km da Kiev, con circa 13.000 abitanti. Tuttavia, nella notte del 26.04.1986, all\u2019interno del reattore n. 4 della Centrale nucleare, il cosiddetto nocciolo si surriscald\u00f2, portando a contatto l\u2019uranio con l\u2019acqua di raffreddamento, provocando lo scoperchia mento del reattore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si verific\u00f2 ci\u00f2 che gli scienziati hanno definito \u201cla seconda apocalisse\u201d. Un\u2019enorme esplosione liber\u00f2 nell\u2019atmosfera una quantit\u00e0 altissima di radiazioni (400 volte pi\u00f9 potente della bomba atomica di Hiroshima) che, trasportate dalle masse d\u2019aria, hanno raggiunsero tutta l\u2019Europa, contaminando anche paesi come la Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu una catastrofe, con circa 4000 vittime stimate dall\u2019ONU e 116 mila sfollati. Ma non solo morti: malformazioni, vari problemi alle gravidanze, tumori e contaminazioni a piante e animali sono solo alcuni degli effetti provocati dall\u2019ondata di radiazioni successiva all\u2019esplosione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il mondo si mobilit\u00f2 per prestare soccorso alla popolazione ucraina, pesantemente colpita: l\u2019Italia, grazie al favorevole clima mediterraneo, per anni ha ospitato e curato i bambini vittime delle radiazioni, accogliendoli all\u2019interno delle famiglie con figli piccoli, presso le quali hanno ricevuto le cure e l\u2019affetto di cui avevano grande bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, a distanza di pi\u00f9 di trent\u2019anni da quell\u2019evento, i Governi degli Stati che ospitano centrali nucleari hanno posto in essere misure di sicurezza pi\u00f9 stringenti, al fine di evitare che si producano incidenti cos\u00ec catastrofici per la terra e per gli esseri umani. Tuttavia, l\u2019instabilit\u00e0 politica che caratterizza alcuni territori nel mondo ha portato all\u2019insorgere di conflitti e guerre e all\u2019uso delle armi che minacciano di nuovo e costantemente la nostra incolumit\u00e0, anche attraverso il rischio di attentati a siti strategici come le centrali nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso recente \u00e8 rappresentato dalla guerra scoppiata proprio in Ucraina, ove, a seguito degli attacchi missilistici lanciati dalla Russia sul territorio ucraino e sulla sua capitale, la centrale nucleare di Zaporizhzhia, situata nelle immediate vicinanze, rischia di subire possibili danni, dai quali potrebbe derivare una catastrofe simile a quella di Chernobyl, se non peggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto sta accadendo in Ucraina, ma anche in altre parti del mondo, dimostra che l\u2019uomo, non sempre trae insegnamento dalla storia e dagli eventi accaduti, continuando a commettere errori dettati dall\u2019egoismo e dalla affermazione di interessi economici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Andrea, 3A<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 1986 Chernobyl era una cittadina ucraina come tante, distante poco pi\u00f9 di 100 km da Kiev, con circa 13.000 abitanti. Tuttavia, nella notte del 26.04.1986, all\u2019interno del reattore n. 4 della Centrale nucleare, il cosiddetto nocciolo si surriscald\u00f2,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":390,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kadence_starter_templates_imported_post":false,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=389"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":391,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/389\/revisions\/391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}