{"id":236,"date":"2021-01-29T18:34:00","date_gmt":"2021-01-29T17:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/?p=236"},"modified":"2023-09-08T18:36:58","modified_gmt":"2023-09-08T16:36:58","slug":"perche-la-memoria-non-abbia-fili-spinati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comprensivomedi.edu.it\/medimagazine\/perche-la-memoria-non-abbia-fili-spinati\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la memoria non abbia fili spinati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luned\u00ec 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, abbiamo letto una storia realmente accaduta. La storia raccontava di un bambino ebreo che riusc\u00ec a fuggire dai nazisti perch\u00e9 fu trasportato in Inghilterra con i Kindertransport, cio\u00e8 dei mezzi che portavano al sicuro i bimbi ebrei fuori dalla Germania. Lev, che in ebraico significa cuore, era un bambino ebreo che viveva in Germania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lev aveva una sorella che si chiamava Hannah, il pap\u00e0 lavorava in fabbrica, mentre la mamma si occupava dei bambini. Lui era appassionato di francobolli, infatti ne aveva una collezione vastissima. Quando entrarono in vigore le leggi razziali, Lev aveva 9 anni. Una notte terribile poi, quanto Lev aveva 12 anni, i nazisti bruciarono tutte le sinagoghe, le case degli ebrei e i loro negozi. La famiglia di Lev pens\u00f2 di scappare. Per prima riusc\u00ec a scappare la sorella Hanna nel 1938, poi scapp\u00f2 Lev nel 1939, grazie a sua sorella ed a una signora inglese che ebbe compassione di lei e decise di offrire la quota perch\u00e9 anche Lev potesse essere portato via dalla Germania. Arrivato alla stazione Lev aveva solo una valigia con dentro la sua collezione di francobolli, un soldato gliela port\u00f2 via, lui si ribell\u00f2 ma venne picchiato.&nbsp;Arrivato, Lev si stabill\u00ec in un campo con i suoi amici, ogni giorno una famiglia inglese veniva a prendere un bambino per portarlo a casa con loro. Lev era in una casa di campagna e mangiava pane, verze, patate e tutte le verdure che gli danno, a volte anche uova. \u200bPassata la guerra sua mamma \u00e8 riuscita a raggiungerli, il pap\u00e0 anche, ma mor\u00ec subito perch\u00e9 la guerra lo aveva devastato.&nbsp;Attualmente Lev ha una famiglia bellissima e vive sereno, guardando pi\u00f9 al futuro che non al passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa storia ci ha fatto capire che, anche se sembra ormai tutto finito, c\u2019\u00e8 sempre la speranza che le cose si possano sistemare. Questa storia ha un lieto fine, ma un lieto fine di questo genere non c\u2019\u00e8 quasi mai in questi racconti, purtroppo.<br><br>Dopo aver letto questa storia abbiamo visto il film Il bambino con il pigiama a righe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo film, secondo noi, serve a mostrare alle persone dove la crudelt\u00e0 umana possa arrivare; noi pensiamo che ognuno \u00e8 diverso, ma \u00e8 nelle nostre diversit\u00e0 che scopriamo l\u2019amicizia, l\u2019amore e la gioia. Nei campi di concentramento rinchiudevano anche i bambini, ma loro non conoscevano la realt\u00e0 e alcuni erano appena nati, cosa ne sapevano dell\u2019economia e delle scelte dei grandi? Li imprigionavano solo perch\u00e9 erano di una razza diversa da loro. Ancora oggi si fanno discriminazioni in base a diversit\u00e0 come il colore della pelle , la religione o la situazione economica. Nessuno \u00e8 perfetto, ma si devono ascoltare le opinioni di tutti e noi sogniamo la pace in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La celebrazione si \u00e8 conclusa con il lavoro che hanno svolto i ragazzi della 3^A che sono venuti nella nostra classe ad approfondire l\u2019argomento. Hanno fatto un power point attraverso il quale ci hanno spiegato ci\u00f2 che \u00e8 accaduto circa 75 anni fa e quello che succedeva dentro i campi di concentramento di Auschwitz ai bambini e agli adulti ebrei, oltre che ad altri gruppi di persone come zingari ed omosessuali. Ci hanno raccontato la storia di Liliana Segre che ha vissuto un anno e mezzo nel campo di Auschwitz. Liliana aveva solo il pap\u00e0, sua mamma era morta pochi mesi dopo la sua nascita. Liliana Segre, che \u00e8 diventata senatrice a vita, pensa che raccontare sia molto importante e che serva ad non dimenticare e a non far accadere mai pi\u00f9 questa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ragazzi di 3^A ci hanno raccontato anche la storia di Primo Levi. Lui per un po\u2019 di tempo visse in un campo di sterminio e scrisse anche un libro per non dimenticare che si intitola \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d. Anche il power point con la spiegazione dei ragazzi pi\u00f9 grandi ci ha aiutato a capire che quello che \u00e8 successo \u00e8 gravissimo e non si deve pi\u00f9 ripetere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Diletta e Aurora &#8211; 1C<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, abbiamo letto una storia realmente accaduta. 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